MUHAMMAD ALI – IL PIÙ GRANDE. STORIA DELLA MIA VITA

Considerato uno dei migliori pesi massimi di tutti i tempi e tra i maggiori e più apprezzati atleti della storia, sin dagli inizi di carriera, Ali si contraddistinse come una figura carismatica, controversa e polarizzante sia dentro sia fuori dal ring di pugilato.

Il suo enorme impatto mediatico e soprattutto sociale non ebbe precedenti nel mondo agonistico. È tra gli sportivi più conosciuti di tutti i tempi.

Muhammad Ali: il pugile dalle esaltanti vittorie mondiali cominciate quando aveva solo diciott’anni e si chiamava Cassius Clay, il campione invincibile e inafferrabile “che vola come una farfalla e punge come un’ape“, il divo clamorosamente alla ribalta per gesta e spacconate, ma anche il campione convertito all’Islam consapevole che questo avrebbe potuto costargli carriera o guadagni, la “macchina da pugni” che rinuncia al titolo mondiale dei massimi pur di non indossare la divisa e servire l’esercito in guerra contro il Vietnam.

In questa autobiografia, uscita per la prima volta nel 1975, Muhammad Ali, all’apice della sua carriera, racconta di sé con orgoglio e sfacciata schiettezza: “Io sono il più grande” è il suo motto. Ma è un grande che parla a cuore aperto e che non esita ad ammettere: “Ogni volta che metto piede sul ring, lo stomaco mi si chiude dalla strizza”, e svela cosa prova quando il pugno dell’avversario giunge a segno, scaraventandolo “nella stanza del dormiveglia”.

È il lato privato dell’uomo pubblico che questo straordinario memoir ci restituisce: il ragazzo nero che si è aperto faticosamente una strada in una città del Sud ostile e razzista; i suoi anni sul ring, con i suoi incubi, le sue tragedie, e qualche prospettiva di agiatezza per chi accetta di conformarsi alle sue durissime leggi; le dolorose immagini delle vittime, di quelli che non sono mai arrivati al vertice e trascinano la loro esistenza tra gli scampoli di un passato favoloso.

ALEX ZANARDI – VOLEVO SOLO PEDALARE

Tutti conoscono Alex Zanardi. Qualcuno sin dai suoi coraggiosi sorpassi in F1 e soprattutto col grande successo della formula Cart negli Stati Uniti; la maggior parte dall’incidente al Lausitzring, in Germania, che lo ha portato a un istante dalla morte e privo delle gambe.

Il recupero prodigioso di Zanardi e la sua determinazione sono balzati agli occhi del pubblico ovunque, in tv, sui giornali, dal ritorno al volante alla nuova avventura con la handbike fino agli ori olimpici e alla conduzione di programmi televisivi.

Non serve ripercorrere questi eventi che ognuno ricorda, come è inutile raccontare il carattere di Alex, l’affabilità, la tenacia, la simpatia, il suo essere alla mano, al contempo profondo e divertente.

Al suo posto, molti si sarebbero “accontentati” di essere ancora a questo mondo. Alex, invece, si è inventato una nuova vita.

Lo ha fatto grazie al suo spirito, un prodigioso, indefinibile cocktail di serenità e ironia, forza incrollabile e voglia di divertirsi. II tutto annaffiato da una straordinaria dose di umiltà.

Nell’automobilismo si è laureato campione CART nel 1997 e 1998, e campione italiano superturismo nel 2005. Nel paraciclismo ha conquistato quattro medaglie d’oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, e otto titoli ai campionati mondiali su strada.

In queste pagine si scoprono, episodio dopo episodio, tutte queste doti che infondono in chi legge entusiasmo e speranza.

Volevo solo pedalare” ripercorre tredici anni di vita eccezionale, raccontata come se si trattasse della normalità, ma affrontata sempre con il sorriso sulle labbra e la passione nel cuore.

…Nel mio letto di ospedale a Berlino, quando invece di domandarmi: “Come farò a vivere senza le gambe? Che vita di merda sarà?”, mi sono chiesto: “Ma come cavolo riuscirò a far tutte le cose che devo fare senza le gambe?”. E non c’era nulla di retorico, si trattava proprio di una domanda pratica. “So che in qualche modo ci arriverò.

Alex Zanardi

JÜRGEN KLOPP – SCATENATE L’INFERNO

“The Normal One”, Jürgen Klopp, l’allenatore del momento, è uno dei tecnici simboli del calcio contemporaneo.

Nonostante da calciatore non abbia lasciato ricordi indelebili, da tecnico ha dimostrato di avere una personalità straordinaria e idee da vendere, prima portando il Mainz a competere ad alti livelli, poi vincendo trofei su trofei con il Borussia Dortmund ed il Liverpool.

Proprio con il Mainz, unica squadra in cui ha militato da giocatore, comincia la carriera di Klopp da allenatore, sostituendo il suo predecessore a stagione in corso, il 28 Febbraio 2001.

Con la conquista della Champions League l’anno scorso e la vittoria della Premier League con il Liverpool (portando il club a vincere il trofeo dopo un digiuno durato 30 anni), Klopp viene inserito di diritto tra i migliori allenatori del calcio moderno.

Scatenate l’inferno” è un viaggio nel mondo di Klopp, in cui vengono raccontate gioie e dolori del tecnico tedesco, scandito da aneddoti e testimonianze di amici, calciatori, dirigenti che hanno incrociato il suo cammino ed arricchito da un inserto fotografico con tanti scatti privati e inediti.

JESSE OWENS – L’UOMO CHE SCONFISSE HITLER –

Per alcuni è stato il più grande sportivo del XX secolo. Per altri è un’icona leggendaria. Il simbolo stesso dei Giochi Olimpici.

James Cleveland Owens è nato il 12 settembre 1913 a Oakville, Alabama, all’età di otto anni si trasferisce con la famiglia a Cleveland, nello stato dell’Ohio.

All’inizio della sua storia Jesse conosce miseria e povertà. Prima di diventare un mito dell’atletica leggera infatti, ha modo di compiere diversi umili lavori, dal lustrascarpe al fattorino, dal giardiniere al gelataio.

Vive secondo la filosofia “arrangiarsi per vivere“.

Jesse Owens mostra fin da subito un talento per le discipline sportive. Non possedendo i soldi necessari per comprare le attrezzature per praticare altri sport diversi dall’atletica leggera, si dedica alle discipline della corsa.

Nell’anno che precede le Olimpiadi, il 25 maggio 1935 ai campionati del Middle West, Owens sbalordisce l’intero paese.

In meno di un’ora eguaglia il record mondiale nei 100 metri, stabilisce quello nel salto in lungo (con 8,13 metri è il primo uomo a superare la misura degli 8 metri), vince la gara dei 200 metri e quella dei 200 metri a ostacoli.

Il suo nome è legato inoltre alle Olimpiadi di Berlino del 1936, non solo per aver vinto per quattro medaglie d’oro, ma per un famoso “siparietto” con Hitler.

Per Hitler i Giochi furono l’occasione per propagandare gli ideali del “Terzo Reich” e per dare valore e risalto alla superiorità della razza ariana.

Ma, di fronte alla vittoria nel salto in lungo di Owens contro il tedesco Luz Long (il migliore atleta tedesco e pupillo di Hitler, nonché amico di Owens), si disse che il Führer indispettito si sia alzato e sia uscito dallo stadio per non stringere la mano all’atleta afroamericano

Nelle Olimpiadi che dovevano esaltare la supremazia della Germania nazista, Jesse Owens riuscì a vincere ben quattro medaglie d’oro, umiliando Adolf Hitler e stabilendo un record che sarebbe rimasto imbattuto per cinquant’anni.

Ma questa sua autobiografia spirituale è molto più di una rassegna di vittorie e sconfitte nello sport: è la storia di un uomo divenuto simbolo immortale di libertà e coraggio.

LA BIOGRAFIA DI SIYA KOLISI – “LIFE STORY” –

Il capitano Siya Kolisi, vincitore del Campionato mondiale di rugby sudafricano, ha siglato un accordo editoriale globale con HarperCollins

L’accordo, che include i diritti di “All Language” sulla sua storia di vita, è stato mediato tra HarperCollins e l’agenzia di gestione di Kolisi, RocNation Sports, con ulteriori contributi da The Blair Partnership.

Il primo capitano nero nei 128 anni di storia degli Springboks, l’incredibile storia di Kolisi ripercorsa dalla sua adolescenza: cresciuto in una cittadina colpita dalla povertà, ha visto morire sua madre a soli 15 anni.

Nonostante il passato molto difficile, ha guidato la Nazionale Sudafricana alla storica vittoria della Coppa del Mondo di rugby nel 2019.

Scritto principalmente da Boris Starling, il libro uscirà all’inizio del 2021 in vista del tour dei Lions britannici e irlandesi in Sudafrica.

There are so many parts of my story that haven’t been told and I feel it’s the perfect time to share these with the hope of inspiring and motivating anyone who has ever faced adversity. It was so important to me that my story was told from my own account and with the right publishing group. I’m thrilled to partner with HarperCollins on a creative project we can both be proud of.

Siya Kolisi

Una biografia assolutamente da non perdere per gli appassionati di rugby e di sport.