PALERMO F.C. ED IL PROGETTO “AQUILE DI QUARTIERE”

La promessa del capitano del club rosanero, Mario Alberto Santana comincia a diventare realtà: i giocatori del Palermo infatti rinunceranno a parte del premio stagionale per il raggiungimento della promozione in Serie C, a disposizione delle emergenze sociali del territorio.


Grazie ad “Aquile di quartiere”, il progetto realizzato in collaborazione con la Caritas diocesana di Palermo, oltre 50 ragazzi da famiglie in difficoltà in diversi quartieri della città, avranno la possibilità di frequentare scuole calcio di alto livello per realizzare il sogno di diventare calciatori professionisti.

Tra i quartieri interessati dal progetto, tramite i parroci di zona, sono stati individuati quelli di Villa Grazia di Palermo, Brancaccio, Arenella, Albergheria e altri ancora.

Palermo e il Palermo sono una grande famiglia. Per questo noi calciatori, che dai palermitani riceviamo sempre un grande affetto, abbiamo deciso di ricambiare come possiamo, cercando di celebrare la passione per i nostri colori e magari scoprire i campioni di domani. E se anche nessuno di questi ragazzi diventerà un calciatore, potremo comunque andare fieri di aver dato ad alcuni di loro l’opportunità di farcela, proprio come ce l’hanno tanti loro coetanei più fortunati. Una società giusta è quella che abbatte le barriere e che riesce a dare a tutti la stessa possibilità di realizzarsi. Nel nostro piccolo, vogliamo dare un contributo affinché sia così.

Mario Alberto Santana – Capitano Palermo F.C.

L’attenzione ai minori e alla loro inclusione sociale è una priorità di Caritas da anni. Il progetto ci permette, attraverso lo sport, di creare un’alleanza forte sul territorio che lavora in questa direzione mettendo al centro i bisogni dei bambini. In questo modo spingiamo gli adolescenti a mettersi alla prova con il gioco di squadra, nel rispetto delle regole e dei ruoli. L’obiettivo principale è il contrasto alla povertà minorile, fenomeno che ha assunto dimensioni preoccupanti: l’ultimo rapporto di Caritas Italiana segnala che la povertà assoluta in Italia colpisce il 12,5 per cento dei minori, il 40 per cento dei minori non fa attività sportiva, più della metà non legge un libro. I minorenni cresciuti in famiglie disagiate hanno una probabilità 5 volte maggiore dei coetanei di non raggiungere le competenze minime di apprendimento, precludendosi così possibilità importanti di crescita e formazione personale.

Don Sergio CiresiVicedirettore della Caritas diocesana di Palermo

Rispondi