ESPORTS: PRESENTE E FUTURO

Il mondo dello sport, in questo particolare periodo di incertezza ed emergenza dovuta alla pandemia di covid-19, sta subendo notevoli cambiamenti e, in alcuni casi, si è letteralmente fermato.

Ad approfittarne sono stati gli eSports che, nonostante abbiano visto annullarsi alcuni eventi live, hanno avuto la fortuna di poter continuare a “vivere” semplicemente spostando la competizione nei lidi digitali.

L’assenza degli sport tradizionali e di eventi sportivi ha favorito la crescita e l’interesse per gli eSports, attirando sempre di più nuovi appassionati del settore.

definizione di eSports

Gli eSports sono attività che riguardano il giocare ai videogiochi a livello competitivo, organizzati come un torneo, con scontri diretti tra singoli o squadre.

Tantissimi sono i videogiochi che compongono il panorama degli eSports, dei quali esistono varie categorie o generi, ad esempio:

  • i videogiochi strategici,
  • i picchiaduro,
  • gli sparatutto in prima persona,
  • i simulatori di guida,
  • i simulatori di discipline sportive.

Ogni videogioco può essere giocato a livello amatoriale, semi-professionistico e professionistico, in base al livello degli eventi o tornei che vengono organizzati, sia online che dal vivo. 

la crescita degli esports 

Questo settore è in costante crescita, tanto da aver superato il miliardo di dollari di introiti.

L’Asia è il continente che meglio rappresenta la crescita e lo sviluppo degli eSports: la Cina è il mercato più ricco (stimato a 385 milioni di dollari nel 2020), mentre in Corea del Sud essere pro-gamers è considerato un vero e proprio status sociale, dove i documenti d’identità dei gamers riportano addirittura il nickname utilizzato per giocare.

Gli Stati Uniti sono stati invece il primo paese occidentale a riconoscere ai pro-gamers lo status di atleti professionisti.

Dal 2 ottobre al 10 novembre si sono tenuti i campionati mondiali di League of Legends, videogame di azione e strategia (considerato uno dei più popolari al mondo) che ha registrato oltre 100 milioni di spettatori totali, con un picco di 44 milioni di spettatori in contemporanea durante la finale vinta dal team cinese FunPlus Phoneix (vincendo un montepremi pari a 1 milione di dollari).

Non sorprende quindi il fatto che i campioni di eSports siano considerati delle vere e proprie star, seguiti da milioni di follower nei vari social network ed in grado di strappare contratti milionari.

Il sogno olimpico

Gli eSports non prevedono alcun tipo di movimento o attività motoria, ma vengono considerati da molti come uno sport vero e proprio.

Negli eSports però, proprio come per il calcio o il basket, la pratica e l’allenamento sono fondamentali per ottenere risultati. I giocatori professionisti si allenano dalle 8 alle 12 ore al giorno nelle gaming house ed esistono dei programmi di allenamento specifici per migliorare le abilità dei giocatori.

Questi strumenti possono essere tanto dei piccoli tool disponibili in rete o dei programmi da scaricare. La loro funzione consiste principalmente nel migliorare alcune caratteristiche fondamentali, come i riflessi o la precisione.

Alcuni di questi hanno anche delle funzioni utili a migliorare la decision making dei giocatori o potenziare la loro conoscenza strategica del gioco.

Kovaak, Oversumo o Smiterino sono tra i programmi più utilizzati dai gamers per migliorare le proprie abilità, rispettivamente per i videogiochi come Fortnite, Overwatch e League of Legends.

Ogni pro-gamer quindi segue un vero e proprio programma di allenamento specifico e personalizzato, si allenano per ore e ore tutti i giorni e sono seguiti da un personal trainer e da un mental coach.

Questo per prevenire anche infortuni o problemi muscolari come il mal di schiena, dovuto dalla sedentarietà, e soprattutto la tendinite, un problema molto comune tra i professionisti.

Il disturbo degli arti superiori da lavoro è causato dall’uso eccessivo del mouse e provoca dolore alla mano, al braccio o alla spalla.

Inoltre, i gamers di alto livello, seguono un regime alimentare equilibrato per evitare la stanchezza ed aumentare la concentrazione durante le competizioni.

Per tutte queste ragioni, i gamers vengono paragonati agli atleti professionisti che praticano gli sport tradizionali.

Il dibattito se questa attività sia da riconoscere come uno sport o meno è comunque ancora apertissimo. Ciò nonostante, l’ipotesi che gli eSports diventino disciplina olimpica si fa sempre più probabile, tanto che il CIO sta valutandone l’inserimento già dalle Olimpiadi di Parigi del 2024.

Una decisione che potrebbe far storcere il naso a molti, ma è chiaro che gli eSports rappresentino una solida realtà con un elevatissimo potenziale ancora inespresso.

la situazione in italia

Secondo il rapporto Italia di Eurispes 2020, nel nostro Paese sono stati circa 1 milione e 200 mila i giocatori virtuali nel 2018 e, nel 2019, le persone che hanno dichiarato di seguire eventi di eSports ogni giorno sono state 350 mila, con un incremento del 35% rispetto al 2018.

Si arriva a circa 1 milione e 200 mila se si calcolano coloro che seguono un evento sportivo più volte durante la settimana (+20% rispetto al 2018).

Il pubblico è in prevalenza maschile (62%), con un livello di istruzione medio-alto, di età compresa tra i 16 e i 30 anni. Oltre otto videogiocatori su dieci (81%) utilizzano lo smartphone per giocare, il 77% la console, il 76% il computer (Aesvi-Nielsen, “Rapporto sugli eSports in Italia nel 2019). 

esports – calcio

Le squadre di calcio hanno capito l’importanza ed il potenziale degli eSports, sia per raggiungere questa nuova fetta di pubblico sia per inserirsi sempre di più nel mercato asiatico che, come abbiamo visto in precedenza, risulta essere il più appassionato ed interessato in questo settore.

Numerosi club quindi, in Italia e in Europa, hanno creato le loro divisioni di eSports, seguendo strategie differenti: alcuni reclutando giocatori professionisti, altri costruendo la propria squadra in casa, mentre alcuni hanno acquistato squadre di successo già esistenti.

Quasi tutti i principali campionati di calcio hanno ora i loro omologhi negli eSports: la ePremier League, ad esempio, comprende tutte e 20 le squadre della Premier League, con due giocatori in ciascuna squadra.

Alla ePremier League si aggiungono la eMLS (Stati Uniti), l’eBundesliga (Germania), la eLaLiga (Spagna) e la eSerie A.

Sono state create inoltre la eChampions League, la eClub World Cup e la eNations Cup.

Alcune squadre di calcio sono andate oltre, comprendendo per primi l’importanza degli eSports e l’enorme potenziale che devono ancora esprimere.

Non limitano il loro coinvolgimento ai videogiochi di calcio (FIFA, ad esempio, non è nemmeno nella top 10) ma si vogliono posizionare come un marchio sportivo globale, coinvolgendo squadre che competono in vari giochi.

L’esempio più lampante e nitido è quello del Barcellona che, ad oggi, comprende le migliori squadre in vari sport tradizionali, come pallacanestro, pallamano o calcio a 5.

Nel costruire la divisione di eSports, il Barcellona ha quindi acquistato una squadra di successo che compete nella lega professionistica di Rocket League, il decimo gioco più popolare al mondo.

Un altro club che ha seguito l’esempio dei blaugrana è lo Schalke 04, uno dei primi partecipanti agli eSports, iscritto alla European League of Legends Championship Series, il campionato professionistico del gioco di punta degli esport mondiali.

Il Paris Saint-Germain invece, ha unito le forze con il team cinese LGD, per creare una squadra per giocare a Dota 2.

Questi esempi sono in linea con la tendenza generale dei principali club sportivi a spostarsi verso un modello di business più simile a quello dell’intrattenimento, esplorando i modi più diversi per coinvolgere gli appassionati degli eSports, organizzando eventi e realizzando un merchandising dedicato.

Recentemente, anche gli stessi atleti si sono avvicinati al mondo degli eSports, fondando addirittura dei veri e propri team personali, come Gareth Bale, con il suo team Elleven eSports.

Anche Alessio Romagnoli, capitano dell’AC Milan e difensore della Nazionale, è sceso in campo negli eSports con il suo team “AR13, Team Romagnoli”, gestito da Pro2Be.

Sono un grande appassionato di videogames ed in particolare di FIFA. Nell’ultimo anno mi sono avvicinato agli esports seguendo i migliori pro players internazionali ed appassionandomi ai grandi tornei in giro per il mondo. Ho capito che il calcio tradizionale e quello virtuale parlano sempre più la stessa lingua. Per questo motivo ho deciso di creare un mio team di calcio, che porta il mio nome, per cercare di competere ai massimi livelli in questo mondo virtuale e cercare di intrattenere e divertire fans e appassionati.

Alessio Romagnoli

In un precedente articolo abbiamo parlato anche dell’ex stella del calcio inglese David Beckham, diventato il secondo azionista del team Guild Esports, che debutterà il prossimo autunno.

non solo calcio

Nell’articolo del 19 giugno invece, abbiamo parlato del FIBA Esports Open 2020, la prima manifestazione di eSports per squadre Nazionali organizzata dalla FIBA, la Federazione Internazionale di basket.

La manifestazione ha visto 17 squadre, provenienti da tutto il mondo, affrontarsi sul parquet virtuale, tra cui anche l’Italia.

Proprio la nuova Etalbasket ha dominato la competizione di NBA 2K20, vincendo otto gare su otto partite e dedicando la vittoria ad Alex Zanardi, il paraciclista ed ex pilota che al momento si trova in terapia intensiva a causa del terribile incidente del 19 giugno.

Persino il campionato NASCAR è passato al digitale guadagnando la diretta addirittura su Fox Sport. Dorna ha coinvolto alcune stelle del motomondiale come i due fratelli Marquez, Bagnaia, Vinales, Quartararo, che si sono sfidati sulle curve virtuali del Mugello. La Formula 1 ha organizzato GP virtuali non solo per sostituire ogni tappa del campionato sospesa fino a maggio, ma per permettere anche ai fan di sfidare direttamente i piloti professionisti attraverso iniziative aperte a tutti.

le nostre conclusioni

I numeri parlano chiaro: il settore è in espansione, la crescita è notevole e c’è sempre più considerazione attorno a un mondo che, piano piano, sta convincendo anche i più scettici.

Il professionismo in questo settore è già una realtà da tempo ed il giro d’affari molto ampio e diversificato e soprattutto in costante crescita.

Ecco perché gli Esports sono destinati ad avere un futuro ancora più roseo di quanto già non lo sia il presente.

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