SPOTIFY PUÒ ESSERE UTILE PER I BRAND O I CLUB SPORTIVI? – LA RISPOSTA È SÌ E VI SPIEGO PERCHÉ

Nonostante i video siano ancora i contenuti più apprezzati ed efficaci nel web, statistiche alla mano, sempre più spesso gli utenti cercano online anche i contenuti audio: basti pensare agli assistenti vocali, ai podcast, ai messaggi vocali e le stories sui social network. In particolare, sempre più apprezzate e ricercate sono le playlist in streaming. L’app leader in questo settore è senza dubbio Spotify, che conta 217 milioni di persone attive ogni giorno: 100 milioni sono gli account Premium al momento e 117 milioni sono gli utenti senza abbonamento. Spotify sta diventando inoltre una delle app più utilizzate dalla Generazione Z ed i Millenials. Sempre più brand e club sportivi si sono accorti di questo “spazio”, ancora in gran parte inesplorato, in cui poter interagire con gli utenti attraverso contenuti sponsorizzati ed organici (playlist e podcast).

Ma in definitiva, come può un brand utilizzare Spotify?

Alcuni brand, come Nike, organizzano le loro playlist in base a temi specifici, come uno stato d’animo, un argomento di tendenza oppure, come in questo caso, in base alla tipologia di allenamento.

Altri brand invece, come Gymshark, marchio di abbigliamento sportivo, decidono di collaborare con influencer per creare playlist ispirate ai loro gusti musicali (in questo caso durante l’allenamento).

Anche i club sportivi stanno iniziando ad approdare su Spotify. Ad esempio il Torino F.C. 1906, ha deciso di creare delle playlist ispirate al gusto musicale dei propri atleti. In questo modo i tifosi granata vengono a conoscenza dei brani preferiti dai propri campioni e scoprono quali canzoni i giocatori ascoltano prima di ogni partita. Ottimo modo per avvicinare i fan ai giocatori ed alla società.

Interessante l’utilizzo di Spotify da parte di club come la Juventus FC, il Parma Calcio 1913 e la Virtus Segafredo Bologna: oltre alle playlist divise in base ai gusti musicali dei propri atleti, questi club hanno creato playlist in base agli eventi (una singola partita, una finale, il riscaldamento). Ma c’è di più: i due club bianconeri hanno addirittura creato una playlist condivisa in cui tutti gli utenti possono aggiungere brani aumentando ancora di più il rapporto tra società e tifosi.

La S.P.A.L. invece, da poco approdata sulla piattaforma, ha optato per i podcast: in questo modo i tifosi potranno ascoltare storie e curiosità riguardante il club ed i giocatori.

Questi sono tutti ottimi esempi di come i brand possano fidelizzare ancora di più i propri clienti e per ridurre maggiormente il divario tra società e tifosi, nel caso di club sportivi.

Spotify ha capito l’importanza del servizio che offre per i brand e per questo ha lanciato Spotify Ad Studio, una piattaforma di annunci audio self-service con possibilità di scegliere il target dei clienti in base ai gusti musicali o alle playlist cercate, utilizzando anche la geolocalizzazione. Come scritto in precedenza, sono 117 milioni gli utenti che, ogni giorno, utilizzano l’app con annunci pubblicitari regolarmente esposti, non avendo l’account Premium. Si tratta di un pubblico molto giovane e, secondo i numeri di Spotify, a circa il 75% di questi utenti va benissimo il fatto che la pubblicità passi regolarmente su un servizio di streaming gratuito e performante come questo.


Per concludere, crediamo che Spotify sia a tutti gli effetti da considerare quando si pensa ad una strategia di un brand o un club per raggiungere i propri o clienti o fan, soprattutto quelli della Generazione Z che fa della musica una della passioni principali. Con l’introduzione di Spotify Ad Studio, i brand potranno raggiungere gli utenti con messaggi mirati e precisi.

Hai già aperto un profilo Spotify per il tuo club/brand? Quali sono i risultati?

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